Operazione Sunrise: dai negoziati segreti di Ascona alle origini della Guerra Fredda

1945

  • Marzo-aprile: Stalin è indignato per i rapporti imprecisi sull’operazione Sunrise secondo cui l’OSS americano in Svizzera sta negoziando la resa delle forze tedesche; chiede che un generale russo sia presente a tutti i negoziati. Roosevelt nega con veemenza l’accusa ma chiude l’operazione in Svizzera. Un generale russo è presente ai negoziati in Italia che portano alla resa.[5]
  • 12 aprile: morte di Roosevelt; il vicepresidente Harry S. Truman subentra con poca conoscenza degli attuali sforzi diplomatici, nessuna conoscenza della bomba atomica e un pregiudizio contro la Russia.[6]
  • 2 maggio: fine della guerra civile in Italia.
  • 24 luglio: conferenza di Potsdam – alla conferenza di Potsdam, Truman informa Stalin che gli Stati Uniti hanno armi nucleari.[7]
  • 6 agosto: bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki – Truman segue il consiglio del segretario alla guerra Henry L. Stimson e dà il permesso per il primo uso militare al mondo di un’arma atomica, contro la città giapponese di Hiroshima.
  • 8 agosto: l’URSS onora il suo accordo di dichiarare guerra al Giappone entro tre mesi dalla vittoria in Europa ed invade la Manciuria.
  • 9 agosto: senza risposta giapponese ai suoi ultimatum, Truman dà il permesso per il secondo ed ultimo uso militare al mondo di un’arma atomica, contro la città giapponese di Nagasaki.

Vedi anche : https://it.wikipedia.org/wiki/Cronologia_della_guerra_fredda

Introduzione

Nel marzo 1945, mentre la Seconda Guerra Mondiale volgeva al termine in Europa, ebbe luogo un episodio diplomatico-militare segreto destinato ad avere ripercussioni profonde nel dopoguerra. Con il nome in codice Operazione Sunrise (talvolta chiamata Operazione Crossword o “incidente di Berna”), si indicano una serie di colloqui segreti avviati in Svizzera tra emissari degli Stati Uniti (Office of Strategic Services, OSS) e rappresentanti della Germania nazista (ufficiali delle SS) con l’obiettivo di negoziare una resa separata delle forze tedesche in Italia settentrionaleen.wikipedia.orgcdt.ch. Queste trattative, svolte all’insaputa dell’alleato sovietico, furono organizzate dall’agente OSS Allen Dulles, capo dell’intelligence USA a Berna, e coinvolsero per la parte tedesca l’SS-Obergruppenführer Karl Wolff, comandante supremo delle SS e della Polizia tedesca in Italia​blog.nationalmuseum.chstoriaeregione.eu. Gli incontri clandestini si tennero principalmente nel Canton Ticino (a Lugano e Ascona) e portarono, dopo settimane di contatti, alla resa delle armate tedesche in Italia il 29 aprile 1945 a Caserta, con cessazione delle ostilità dal 2 maggio 1945​areaonline.ch.

Operazione Sunrise è considerata un evento di enorme rilievo non solo per aver accelerato la fine della guerra in Italia, ma anche per le tensioni politiche che generò tra gli Alleati. Come vedremo, l’esclusione dell’URSS da questi negoziati segreti provocò la dura reazione di Stalin, alimentando un clima di diffidenza reciproca che sarebbe sopravvissuto alla guerra, contribuendo alle origini della Guerra Freddaen.wikipedia.orgcdt.ch.

I colloqui segreti di Ascona e la resa tedesca in Italia

Operazione Sunrise prese forma concretamente a partire dai primi di marzo 1945. Il 3 marzo 1945, in una sala riservata del Grand Café al Porto di Lugano, si tenne un primo incontro preliminare in gran segreto​cdt.ch. Attorno al tavolo sedevano due ufficiali delle SS (Eugen Dollmann e Guido Zimmer), un intermediario italiano (il barone Luigi Parrilli), l’agente OSS Paul Blum inviato da Dulles, e due agenti dell’intelligence svizzera: il maggiore Max Waibel e il dottor Max Husmanncdt.ch. In questo incontro iniziale, i tedeschi misero sul piatto un’offerta concreta: la resa delle circa 800.000 truppe tedesche ancora dislocate in Italia e la garanzia di non eseguire l’ordine di “terra bruciata” impartito da Hitler, che prevedeva la distruzione totale degli impianti industriali dell’Italia del Nord in caso di ritirata​cdt.ch. In altre parole, i nazisti si dichiaravano pronti a cessare i combattimenti in Italia e a risparmiare infrastrutture e vite, in cambio di un accordo di resa locale con gli anglo-americani.

Nei successivi incontri — facilitati dalla neutralità della Svizzera — questi impegni vennero riconfermati e ampliati. Il 19 marzo 1945 si svolse il meeting decisivo presso Ascona, pittoresco villaggio sul Lago Maggiore in Ticino. Alla riunione di Ascona parteciparono, in abiti civili, il generale Wolff per i tedeschi, il generale Lyman Lemnitzer per gli Stati Uniti e il generale Terence Airey per il Regno Unito, oltre a Dulles (organizzatore) e altri mediatori svizzeri e italiani​blog.nationalmuseum.ch. In quella sede i rappresentanti tedeschi si impegnarono formalmente a non devastare gli impianti industriali del Nord Italia, a salvaguardare la vita degli ostaggi in mano tedesca e a sospendere ogni operazione contro i partigiani italiani​areaonline.ch. Da parte loro, gli Alleati confermarono la volontà di accettare una resa incondizionata sul teatro italiano rinunciando a ulteriori spargimenti di sangue. I russi non furono invitati: l’Unione Sovietica venne tenuta deliberatamente all’oscuro di queste trattative, condotte “dietro le quinte” con la mediazione del colonnello Waibel e di altri canali segreti neutrali.

https://blog.nationalmuseum.ch/en/2020/03/secret-meeting-in-ascona/ Figura: Mappa di Ascona con i principali luoghi collegati alle riunioni segrete di Operazione Sunrise (18–19 marzo 1945). Le località segnate (1: Villa al Roccolo; 2: Via Signore in Croce; 3: Casa Margiana; 4: Hotel Tamaro) indicano dove soggiornavano o si incontravano i delegati tedeschi, svizzeri e alleati durante i colloqui segreti​blog.nationalmuseum.ch. La scelta di queste sedi isolate e protette nel Canton Ticino garantiva la massima discrezione agli incontri tra Wolff e Dulles, lontano da occhi indiscreti e dall’attenzione delle spie nemiche.

Le trattative di Operazione Sunrise raggiunsero il loro scopo militare poche settimane più tardi. Dopo ulteriori contatti logistici, il 28-29 aprile 1945 i plenipotenziari tedeschi si riunirono a Caserta (presso il quartier generale Alleato del feldmaresciallo britannico Alexander) dove firmarono l’atto di resa incondizionata di tutte le forze tedesche in Italia, con efficacia dal 2 maggio 1945areaonline.ch. Tale accordo – noto come resa di Caserta – comportò la capitolazione di quasi un milione di soldati tedeschi (inclusi reparti in Austria occidentale) al comando alleato​stephenhalbrook.com. Si trattò della prima grande resa di forze tedesche prima dell’8 maggio 1945 (V-E Day), che anticipò e facilitò la vittoria finale degli Alleati sul Terzo Reich​stephenhalbrook.com. In sostanza, l’Operazione Sunrise fece sì che in Italia la guerra terminasse alcuni giorni prima rispetto al resto d’Europa, evitando un’ultima resistenza ad oltranza dei nazisti sulle Alpi. Proprio così: grazie a questi accordi segreti, furono stroncate sul nascere le aspirazioni naziste di organizzare un’ultima ridotta alpina (Alpenfestung) in cui proseguire la guerriglia​stephenhalbrook.com. La resa locale abbreviò il conflitto di quel tanto che bastava per risparmiare all’Italia ulteriori devastazioni e combattimenti nelle settimane finali della guerra​blog.nationalmuseum.ch.

Impatto sulla conclusione del conflitto in Italia

Le conseguenze immediate di Operazione Sunrise sul teatro italiano furono altamente positive dal punto di vista militare e umanitario. Anzitutto, l’accordo accelerò la fine della campagna d’Italia. Secondo lo storico Raphael Rues, la resa anticipata “ha di fatto abbreviato la Seconda Guerra Mondiale di diversi giorni”​blog.nationalmuseum.ch, consentendo agli Alleati di entrare nel Nord Italia praticamente senza ulteriori combattimenti dopo il 2 maggio 1945. Ciò significò che importanti città del Nord (come Milano, Torino, Genova) poterono essere liberate con minori spargimenti di sangue rispetto a quanto sarebbe accaduto se i tedeschi avessero continuato a resistere fino all’ultima ora. Milano insorse il 25 aprile e trovò già i nazisti in ritirata; Torino fu evacuata dai tedeschi il 30 aprile; Genova si arrese il 26 aprile grazie anche alla mediazione del comandante tedesco con i partigiani locali. In buona parte dell’Alta Italia, dunque, l’ultima fase della guerra fu più breve e meno distruttiva grazie alla resa negoziata in Svizzera.

Un altro impatto cruciale fu lo scongiurare la politica della “terra bruciata”. Come visto, Wolff garantì di non eseguire l’ordine di Hitler di devastare le infrastrutture economiche: di conseguenza, gli impianti industriali della valle padana, le fabbriche e le vie di comunicazione strategiche furono preservate dalla distruzione sistematica​cdt.ch. Questo salvò l’economia del Nord Italia da danni incalcolabili nell’immediato dopoguerra. Allo stesso modo, l’impegno tedesco a non colpire ostaggi e popolazione civile e a sospendere le operazioni antipartigiane da marzo in poi, ridusse ulteriormente il tributo di vite umane negli ultimi giorni di guerra​areaonline.ch. In effetti, già durante le trattative, come gesto di buona volontà, i tedeschi avevano accettato di rilasciare Ferruccio Parri, uno dei leader della Resistenza (membro del CLNAI) arrestato mesi prima a Milano: Wolff ottemperò a tale richiesta e Parri venne liberato il 7 marzo 1945​areaonline.ch. Questo episodio evidenzia come Sunrise ebbe ricadute anche sul rapporto con la Resistenza italiana, evitando inutili recrudescenze repressive in extremis.

L’impatto di Sunrise sul termine del conflitto in Italia può essere riassunto così: la resa di Caserta del 29 aprile evitò agli Alleati l’ultima offensiva sanguinosa oltre il Po e fece cessare i combattimenti con qualche giorno di anticipo, salvando vite e città. Il maggiore svizzero Max Waibel – protagonista mediatore dell’operazione – nelle sue memorie esprime bene questo risultato, annotando che il 23 aprile 1945 gli Alleati erano ancora a sud del fiume Po e si chiese “quanto sangue si sarebbe potuto evitare se non avessero dovuto sferrare l’attacco a nord del fiume”cdt.ch. In effetti, grazie alla resa concordata, l’attacco finale a oltranza a nord del Po non fu necessario: le truppe tedesche deposero le armi e molte vite (sia di soldati sia di civili italiani) furono risparmiate.

Le reazioni di Stalin e l’esclusione dell’URSS dai negoziati

Se dal punto di vista militare Operazione Sunrise fu un successo per abbreviare la guerra in Italia, sul piano politico-diplomatico essa innescò immediatamente forti tensioni all’interno della coalizione alleata. L’Unione Sovietica, infatti, venne tenuta deliberatamente fuori dal segreto e ne fu informata soltanto a cose avviate, suscitando l’ira di Josif Stalin. Già il 12 marzo 1945 l’ambasciatore americano a Mosca, Averell Harriman, aveva accennato al ministro degli esteri Molotov la possibilità di contatti in Svizzera per una resa tedesca in Italia​soviethistory.msu.edu. In risposta, il governo sovietico si disse favorevole a patto che anche rappresentanti dell’Armata Rossa potessero prendervi partesoviethistory.msu.edu. Tuttavia, ciò non avvenne: nei giorni seguenti gli occidentali proseguirono da soli i colloqui a Lugano, Zurigo e Ascona, alimentando il sospetto sovietico che gli anglo-americani stessero trattando una pace separata alle loro spalle. Il 25 marzo Molotov inviò una protesta formale a Washington lamentando che «da due settimane a Berna, alle spalle dell’URSS, si conducono negoziati assolutamente inammissibili tra emissari del Comando tedesco e rappresentanti dei comandi militari americano e britannico»​soviethistory.msu.edu.

Stalin personalmente reagì con crescente diffidenza. Tra la fine di marzo e i primi di aprile 1945 vi fu un intenso scambio di corrispondenza riservata tra il Cremlino e la Casa Bianca sul “caso Berna” (come i sovietici definirono l’Operazione Sunrise)​areaonline.ch. In una lettera del 31 marzo 1945, Stalin accusò apertamente gli Alleati di aver escluso intenzionalmente i rappresentanti sovietici dai colloqui in Svizzera e avanzò il sospetto che dietro quelle trattative segrete vi fosse un accordo già raggiunto con il nemico​soviethistory.msu.edusoviethistory.msu.edu. Secondo le informazioni ricevute dallo stato maggiore sovietico, scriveva Stalin, gli anglo-americani avrebbero promesso condizioni di resa più miti ai tedeschi (“allentare i termini dell’armistizio”) in cambio dell’apertura del fronte occidentale, consentendo così alle truppe alleate di avanzare in Germania praticamente senza resistenza​soviethistory.msu.edusoviethistory.msu.edu. Parallelamente – sosteneva Stalin – il feldmaresciallo tedesco Kesselring (neo-comandante sul fronte Ovest) avrebbe di fatto cessato le ostilità contro inglesi e americani per concentrare l’impegno bellico contro la Russia​soviethistory.msu.edu. «Ci troviamo nella situazione in cui i tedeschi sul fronte occidentale hanno di fatto cessato la guerra contro Gran Bretagna e USA, mentre la continuano contro la Russia», denunciò amaramente Stalin, aggiungendo che era naturale che ciò minasse la fiducia reciproca tra alleati​soviethistory.msu.edu. Egli inoltre ricordava come a Jalta (solo poche settimane prima, febbraio 1945) le tre grandi potenze avessero convenuto di non cercare accordi separati con il nemico: Sunrise appariva dunque a Stalin come un tradimento di quell’impegno​areaonline.ch.

Allarmato dalla furia di Stalin, il presidente Franklin D. Roosevelt cercò di rassicurarlo e, se possibile, minimizzare l’accaduto. In ripetuti messaggi inviati tra fine marzo e inizio aprile 1945, FDR negò che vi fossero negoziati di pace separati a Berna, sostenendo che si trattava solo di “contatti preliminari” condotti dall’OSS su incarico del generale Alexander per verificare la serietà delle intenzioni tedesche​soviethistory.msu.edusoviethistory.msu.edu. Roosevelt insistette che nessun accordo sarebbe stato concluso senza la partecipazione sovietica, e ribadì che qualsiasi resa sarebbe avvenuta con formula di resa incondizionata e alla presenza di ufficiali di Mosca (invitati a partecipare non appena si fosse passati a incontri formali)​soviethistory.msu.edusoviethistory.msu.edu. Inoltre, egli assicurò Stalin che non vi era alcuna volontà occidentale di permettere ai tedeschi di spostare truppe in altri settori: a suo dire, i movimenti di divisioni tedesche dall’Italia verso il fronte orientale erano iniziati già prima dei contatti di Berna e indipendentemente da essi​soviethistory.msu.edu. Nella sua ultima lettera inviata a Stalin il 5 aprile 1945, poche ore prima di morire, Roosevelt scrisse: «L’incidente di Berna, per come appare ora, è ormai sfumato senza aver recato alcun beneficio. In ogni caso non deve esservi sfiducia reciproca, e malintesi insignificanti di questo genere non dovranno sorgere in futuro»areaonline.ch. Malgrado il tono conciliante, questa affermazione di FDR si sarebbe rivelata drammaticamente ingenua rispetto a ciò che stava maturando nei rapporti internazionali.

Dal canto suo, Stalin rimase poco convinto dalle spiegazioni americane. Nella corrispondenza egli fece notare che, se davvero non c’era nulla di losco, risultava “incomprensibile” l’ostinazione degli occidentali a tenere fuori l’URSS dai colloqui​soviethistory.msu.edusoviethistory.msu.edu. Il leader sovietico sottolineò inoltre un punto strategico cruciale: temeva che una resa tedesca sul fronte italiano troppo anticipata potesse permettere alla Wehrmacht di trasferire divisioni contro l’Armata Rossa proprio nelle ultime settimane di guerra, aumentando le perdite sovietiche​soviethistory.msu.edusoviethistory.msu.edu. In effetti, Stalin informò Roosevelt che secondo l’intelligence russa, i tedeschi avevano già approfittato della “tregua” in Italia per spostare tre divisioni in rinforzo sul fronte orientale​soviethistory.msu.edu. Egli accusò in particolare il generale inglese Harold Alexander di aver rallentato la propria offensiva in Italia (nel marzo-aprile 1945) consentendo implicitamente al nemico di disimpegnarsi e rideployare unità altrove​soviethistory.msu.edu. “Questo fatto irrita il comando sovietico e genera diffidenza”, scrisse Stalin a Roosevelt​soviethistory.msu.edu. Nella sua logica, se gli anglo-americani avessero voluto davvero cooperare lealmente, avrebbero dovuto tenere il nemico inchiodato su tutti i fronti fino alla fine, senza cercare scorciatoie unilaterali.

Un ulteriore elemento — di carattere geopolitico — serpeggiava nelle preoccupazioni di Stalin. Operazione Sunrise rischiava di precludere all’URSS possibili guadagni territoriali o d’influenza nell’Europa centrale e meridionale. Secondo alcuni storici, Stalin temeva che una rapida resa tedesca in Italia e in Austria occidentale, ottenuta dagli occidentali, avrebbe impedito all’Armata Rossa di avanzare in quei settori e di espandervi la propria sfera di influenza​cdt.ch. In effetti, l’accordo di resa di Caserta copriva anche parte del Tirolo e del Vorarlberg (ovest Austria), zone poi occupate da forze USA e britanniche prima che i sovietici potessero rivendicarle. Lo studioso Stephen P. Halbrook sostiene esplicitamente che Stalin cercò di sabotare Operazione Sunrise proprio perché la considerava d’ostacolo all’espansione sovietica post-bellica in Austria e Italiacdt.ch. Questa chiave di lettura enfatizza come, dietro le rimostranze ufficiali sul casus belli della mancata inclusione sovietica, vi fossero anche precise mire strategiche di potenza da parte dell’URSS.

Tensioni tra Alleati e clima di sfiducia pre-Guerra Fredda

Le conseguenze politiche di Operazione Sunrise furono dunque immediate: il rapporto di fiducia tra l’URSS e gli Alleati occidentali subì un duro colpo. L’aspro scambio epistolare tra Stalin, Roosevelt e anche Churchill (coinvolto anch’egli nelle comunicazioni) segnò l’emergere di una profonda sfiducia reciproca proprio mentre la Grande Alleanza stava per vincere la guerra. Questo incidente lasciò un senso di sospetto destinato a perdurare ben oltre il maggio 1945. Gli storici riconoscono infatti in queste divergenze una delle prime crepe nell’alleanza antifascista, un preludio alle divisioni del dopoguerra​en.wikipedia.org. La mancata trasparenza degli anglo-americani fece temere a Stalin il tradimento di Casablanca (dove nel 1943 gli Alleati avevano giurato di perseguire la resa incondizionata senza accordi separati)​cdt.ch. Viceversa, a Washington e Londra lasciò preoccupazione la prontezza con cui Mosca arrivò a ipotizzare complotti e doppi giochi occidentali: indice di una visione ormai competitiva più che cooperativa.

Pur cercando di ricomporre la frattura con toni diplomatici, Roosevelt stesso ammise che il caso di Berna aveva creato un’“atmosfera di deplorevole apprensione e diffidenza” tra gli Alleati​soviethistory.msu.edusoviethistory.msu.edu. In realtà, quell’atmosfera di diffidenza non si dissipò affatto; al contrario, andò aggravandosi nei mesi successivi. Pochi giorni dopo la fine della guerra in Europa, Winston Churchill inviò a Truman (succeduto a Roosevelt) il famoso “long telegram” in cui descriveva la “cortina di ferro” calata sull’Europa orientale ad opera di Stalin. Da parte sovietica, l’esperienza di Sunrise rimase scolpita come prova che gli occidentali erano pronti ad agire alle spalle di Mosca se conveniente. Operazione Sunrise, con le sue dinamiche ambigue, “non fu l’inizio di un’era di pace, ma un momento di transizione fra la guerra combattuta e la guerra fredda” – come affermano gli storici Elena Aga-Rossi e Bradley F. Smith​gnosis.aisi.gov.it. In altre parole, segnò il passaggio da un’alleanza fondata su un nemico comune a una situazione in cui gli ex alleati iniziavano già a guardarsi con sospetto come futuri avversari.

È importante notare che, nonostante le pressioni di Stalin, alla fine gli occidentali non abbandonarono Operazione Sunrise – sebbene subirono rallentamenti. Fonti archivistiche rivelano che a Washington vi furono tentennamenti: alcuni leader considerarono persino di sospendere l’operazione pur di “accontentare” il Cremlino​stephenhalbrook.com. Alla fine però prevalse la linea di sfruttare l’opportunità offerta dalla disgregazione tedesca, portando a termine la resa in Italia. Ciò lasciò Stalin insoddisfatto e ancora più guardingo. D’altro canto, gli eventi diedero adito anche a speculazioni anti-sovietiche: negli ambienti alleati si sospettò che la dura opposizione di Stalin fosse motivata non solo da principî di lealtà, ma dal calcolo di protrarre i combattimenti a Ovest per guadagnare terreno a Est​stephenhalbrook.com. Questo reciproco attribuirsi secondi fini alimentò ulteriormente il clima di diffidenza. Insomma, l’episodio di Sunrise fece emergere il divergente obiettivo strategico delle due parti: per gli occidentali l’imperativo era concludere la guerra il prima possibile risparmiando vite (endgame militare), per l’URSS contava ottenere la posizione più vantaggiosa possibile in vista del dopoguerra (endgame geopolitico).

Operazione Sunrise: preludio e causa della frattura Est-Ovest?

Storicamente, ci si è chiesti fino a che punto i colloqui segreti di Ascona abbiano contribuito a scatenare la Guerra Fredda o almeno ad accelerarne l’inizio. Diversi studiosi sono concordi nel riconoscere a Operazione Sunrise il ruolo di momento chiave nella nascita del contrasto tra Occidente e URSS. La storica tedesca Kerstin von Lingen, ad esempio, sostiene che Sunrise peggiorò notevolmente i rapporti tra gli Alleati e l’Unione Sovietica, alimentando in Stalin la convinzione di un complotto anglo-americano per concludere una pace separata con la Germania e poi rivolgersi contro l’URSS​cdt.ch. In effetti Stalin, come abbiamo visto, interpretò i negoziati svizzeri come il segnale che gli occidentali fossero pronti a intavolare un accordo coi nazisti “in barba all’accordo di Casablanca” e magari utilizzare i tedeschi contro di lui in futuro​cdt.ch. Questa percezione ebbe un impatto enorme: se uno dei vincitori presagisce già il tradimento dell’altro, l’alleanza è virtualmente finita ancor prima che la guerra comune sia conclusa.

Alcuni commentatori hanno spinto l’analisi ancora oltre, indicando il 3 marzo 1945 (data del primo incontro a Lugano) come la possibile data d’inizio della Guerra Freddacdt.ch. Si tratta evidentemente di una provocazione storiografica – poiché la Guerra Fredda è un processo graduale – ma significativa: sottolinea che già prima della resa della Germania si erano create le condizioni di rottura tra le grandi potenze. Lo stesso quotidiano Pravda, organo del Partito Comunista sovietico, all’epoca bollò l’operazione come un “complotto anglo-americano alleato coi nazisti contro l’URSS”, fissando fin da subito una narrazione di tradimento che avrebbe giustificato l’atteggiamento duro di Mosca nel dopoguerra. Dall’altro lato, la stampa e l’opinione pubblica occidentale seppero poco o nulla di Sunrise all’epoca (essendo top secret), ma negli ambienti governativi si prese coscienza che la fiducia di Stalin era gravemente incrinata.

Guardando retrospettivamente, è opinione diffusa che Operazione Sunrise rappresentò un significativo prodromo della Guerra Fredda. In un’analisi sui retroscena dell’armistizio italiano del 1945, si è scritto che l’operazione «contravveniva agli accordi con gli alleati sovietici», poiché basata su una matrice ideologica anticomunista condivisa tra americani e alcuni settori tedeschi, e che essa «può dunque essere definita come un prodromo significativo della guerra fredda a venire»storiaeregione.eu. In effetti Allen Dulles e Karl Wolff, pur da fronti opposti, avevano un nemico futuro in comune: il comunismo. Si può intravedere in Sunrise l’embrione di quella “strana alleanza” che nel dopoguerra vide ex nemici nazisti collaborare con occidentali in chiave antisovietica. Non a caso Wolff e altri ufficiali SS coinvolti nella resa in Italia evitarono inizialmente dure condanne: Wolff stesso non fu processato a Norimberga e venne giudicato solo molti anni dopo, nel 1962, con pene relativamente miti​cdt.ch. Ciò ha alimentato speculazioni su accordi taciti: se non un patto scritto, quantomeno un do ut des implicito per cui la resa rapida in Italia avrebbe “riabilitato” in parte quei tedeschi agli occhi degli occidentali, tornati utili nel nuovo contesto della Guerra Fredda. In questo senso, gli incontri di Ascona furono precursori delle logiche di schieramento Est-Ovest che domineranno i decenni successivi.

Detto questo, è doveroso osservare che la Guerra Fredda ebbe cause molteplici – ideologiche, strategiche, economiche – e non si può ridurre tutto a Operazione Sunrise. Le diffidenze tra Stalin e gli Alleati covavano già per altre ragioni (dal destino della Polonia alle sfere d’influenza in Europa orientale), e Sunrise fu un elemento aggiuntivo in questo quadro complesso. Sarebbe esagerato affermare che da solo quell’episodio “causò” la Guerra Fredda; tuttavia, esso fu sicuramente un fattore aggravante e un acceleratore del processo di deterioramento dei rapporti. Come chiosa un resoconto d’epoca, “il futuro preparava 45 anni di guerra fredda il cui inizio alcuni fanno proprio risalire a questo episodio”areaonline.ch. Sunrise insomma segnò la fine non solo della campagna d’Italia ma anche, simbolicamente, della fiducia tra Est e Ovest, inaugurando la logica dei blocchi contrapposti che esploderà subito dopo la vittoria sul nazismo.

Conclusione

In conclusione, l’Operazione Sunrise rappresenta un caso emblematico in cui una brillante operazione di intelligence e diplomazia segreta ottenne risultati militari notevoli ma al prezzo di tensioni politiche di lunga durata. Da un lato, i colloqui di Ascona accelerarono la resa tedesca in Italia, anticipando la fine della Seconda Guerra Mondiale sul fronte italiano e risparmiando al Paese ulteriori distruzioni. Dall’altro lato, l’esclusione dell’Unione Sovietica da tali negoziati minò profondamente la fiducia tra gli Alleati nella fase cruciale finale del conflitto. Le reazioni furiose di Stalin e il clima di sospetto che ne seguì segnalarono che l’intesa fra le grandi potenze stava lasciando il posto a una nuova contrapposizione. Operazione Sunrise, lungi dall’essere un semplice episodio minore, fu l’anticamera della Guerra Fredda: un momento di svolta in cui emersero chiaramente i germi della frattura tra Occidente e URSS​storiaeregione.euareaonline.ch.

L’eredità di Sunrise nel dopoguerra fu duplice. In termini positivi, divenne un modello di come azioni d’intelligence efficace possano cambiare le sorti immediate di una guerra – un successo accreditato all’OSS di Allen Dulles e ai mediatori svizzeri​stephenhalbrook.com. In termini negativi, rimase negli annali come esempio di diffidenza tra alleati e di come decisioni prese senza concertazione possano incrinare anche le alleanze più solide. Nei decenni successivi, con la pubblicazione di documenti declassificati e memorie dei protagonisti (dai dispacci OSS raccolti da Dulles nel suo The Secret Surrenderstephenhalbrook.com alle lettere segrete tra Stalin e Roosevelt​soviethistory.msu.edu), la vicenda di Operazione Sunrise è stata ricostruita in dettaglio, confermando sia i vantaggi immediati ottenuti, sia il costo politico pagato sul lungo periodo. Alla luce di queste analisi storiche, possiamo affermare che gli incontri segreti di Ascona furono sì decisivi per concludere la guerra in Italia, ma anche un elemento che accelerò la fine della “Grande Alleanza” antifascista, aprendo la strada ai contrasti della Guerra Fredda. Come ha osservato lo stesso maggiore Waibel, “è molto più facile iniziare una guerra che concluderla”cdt.ch: Operazione Sunrise riuscì a concludere quella contro la Germania, ma al tempo stesso finì per prefigurare la nuova guerra – fredda – che avrebbe diviso il mondo per i successivi quarant’anni.

Fonti: Questo saggio si è basato su fonti accademiche e documenti storici, tra cui corrispondenze ufficiali declassificate tra i leader alleati​soviethistory.msu.edusoviethistory.msu.edu, studi di storici come Bradley F. Smith, Elena Aga-Rossi, Kerstin von Lingen e Stephen Halbrook​cdt.chstephenhalbrook.com, atti di convegni internazionali e archivi OSS resi pubblici. Le citazioni riportate sono state tratte da tali fonti e accuratamente riferite per consentire al lettore di verificare e approfondire i temi trattati. Operazione Sunrise resta un capitolo affascinante della storia meno nota della Seconda Guerra Mondiale, in bilico fra strategia militare e intrigo diplomatico, il cui impatto si estese ben oltre i confini spazio-temporali della vicenda, gettando un’ombra lunga sul nascente ordine mondiale del dopoguerra.