Sì, Emil Georg Bührle ebbe legami significativi con Ascona. Nel 1942, durante la Seconda Guerra Mondiale, acquisì una vasta proprietà nel delta della Maggia, nel Canton Ticino, dove fondò un’azienda agricola modello. Questa tenuta includeva il Castello del Sole, una storica residenza lombarda del 1540, che fu successivamente trasformata in un resort di lusso. La proprietà comprendeva anche la fattoria Terreni alla Maggia, dove si praticava un’agricoltura innovativa e sostenibile. Swiss Traveler+1Ticino Welcome+1Ticino Welcome+1Swiss Traveler+1
La famiglia Bührle mantenne un forte legame con Ascona anche dopo la morte di Emil nel 1956. Sua figlia, Hortense Anda-Bührle, ereditò la tenuta e contribuì alla sua trasformazione in un resort di prestigio. Oggi, il Castello del Sole fa parte del gruppo alberghiero The Living Circle, gestito dalle famiglie Anda e Franz-Bührle. WikipediaTicino Welcome+1Swiss Traveler+1
Nel 2020, tre opere della Collezione Emil Bührle — tra cui dipinti di Renoir, Van Gogh e Gauguin — furono esposte pubblicamente al Castello del Sole, segnando un raro momento in cui queste opere, solitamente non accessibili al pubblico, furono presentate in un contesto locale. Ticino Welcome
In sintesi, Ascona rappresentò per Emil Bührle non solo un luogo di investimento agricolo e residenziale, ma anche un punto di connessione tra la sua collezione d’arte e il territorio ticinese.
Scavando nel passato dei legami fra gli Asconauti salta fuori che Emdem aveva dovuto vendere un Monet in fretta e furia per poter scappare il regime : https://www.swissinfo.ch/ita/cultura/l-eredit%c3%a0-contesa-del-campo-di-papaveri/6468154
Pour fuir le régime nazi, Max Emden avait dû vendre un tableau de Monet dans l’urgence. Aujourd’hui sa petite fille réclame justice. Enquête.
https://de.wikipedia.org/wiki/Emil_Georg_B%C3%BChrle
Controversa Collezione Bührle – Scandalo al Kunsthaus Zürich
ChatGPT ha detto:
La Collezione Emil Bührle al Kunsthaus Zürich è al centro di un acceso dibattito internazionale, in quanto simbolo delle complesse intersezioni tra arte, storia e memoria. Il caso solleva interrogativi cruciali sulla gestione delle collezioni museali e sulla responsabilità nella presentazione di opere con origini controverse.
🖼️ Origine della Collezione Bührle
Emil Georg Bührle (1890–1956), industriale tedesco naturalizzato svizzero, accumulò una vasta collezione d’arte, principalmente tra il 1936 e il 1956. La collezione comprende opere di artisti come Cézanne, Monet, Renoir e van Gogh. Tuttavia, molte di queste opere furono acquisite durante l’occupazione nazista in Europa, spesso da collezionisti ebrei costretti a vendere sotto coercizione o a seguito di confische. Bührle utilizzò i profitti derivanti dalla vendita di armi alla Germania nazista per finanziare queste acquisizioni. Wikipedia+2DIE WELT+2Artnet News+2Wikipedia
🏛️ Esposizione al Kunsthaus Zürich e Controversie
Nel 2021, il Kunsthaus Zürich inaugurò un’estensione progettata da David Chipperfield, destinata a ospitare una parte significativa della Collezione Bührle. Questa decisione suscitò critiche immediate, poiché la provenienza di molte opere non era stata adeguatamente verificata. Un rapporto indipendente del 2024, guidato dallo storico Raphael Gross, rilevò che 133 opere della collezione avevano avuto proprietari ebrei tra il 1933 e il 1945, e che la ricerca sulla loro provenienza era insufficiente. Swissinfo
🖼️ Rimozione di Opere e Reazioni
Nel giugno 2024, cinque dipinti, tra cui opere di Monet, van Gogh e Gauguin, furono rimossi dalla mostra per ulteriori indagini sulla loro provenienza. Un caso emblematico è “La Sultane” di Édouard Manet, precedentemente appartenente al collezionista ebreo Max Silberberg, vittima dell’Olocausto. La Bührle Foundation ha offerto un risarcimento simbolico agli eredi, pur escludendo una restituzione formale. DIE WELT+2Wikipedia – Die freie Enzyklopädie+2Wikipedia – Die freie Enzyklopädie+2Wikipedia – Die freie Enzyklopädie
📚 Implicazioni e Dibattito Pubblico
La controversia ha sollevato questioni sulla responsabilità dei musei nella presentazione di opere con origini problematiche. Critici sostengono che la collezione dovrebbe essere esposta in un contesto storico piuttosto che artistico, per affrontare adeguatamente le sue implicazioni etiche. Il Kunsthaus Zürich ha dichiarato l’intenzione di continuare la mostra, pur riconoscendo la necessità di ulteriori ricerche e trasparenza. Kunsthaus Zürich – KUNSTHAUS
🎥 Approfondimento Video
Per una panoramica visiva della controversia, puoi guardare il seguente video:
Se estendiamo la ricerca a tutto il lago Maggiore :

Leave a comment